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Cura

Giugno 18, 2014 Posted by Scuole, Tracce 0 thoughts on “Cura”

Diventano sempre più intensi gli incontri alla “Ilaria Alpi” di Scampia, il cartello con le indicazioni del circolo di voci questa volta non è riuscito a contenere il flusso che è stato oltremodo trascinante. L’esercizio è stato fatto in aula.

I Dialoghi dell’Imparare: “imparare a pensare”

Marzo 3, 2014 Posted by Scuole 0 thoughts on “I Dialoghi dell’Imparare: “imparare a pensare””

Gli alunni della classe II E incontrano il prof. Giuseppe Ferraro, sabato 7 febbraio 2009

Cosa è la filosofia? Chi è il filosofo? E’ l’amico del discorso, il discorso che si fa con la propria testa.

Pensare – Sapere – Parlare: è questa la saggezza. Chi pensa sa e parla. Ma questo lo fanno tutti?

Annachiara: tutti parlano e pensano, ma non tutti sono saggi!

Matteo: tutto deve essere collegato, prima devi pensare, poi sapere e poi parlare.

Sara P.: per me è importante riflettere.

Matteo è pensieroso: per me bisogna saper pensare.

Che cosa significa pensare e cosa vuol dire saper pensare?

Annachiara: pensare significa dire le proprie opinioni.

Emanuele: pensare significa dire i propri sentimenti.

Bravi, pensare ad una persona significa avere dei sentimenti per lei.

Sara P: quando siamo tristi pensiamo ai nostri genitori, loro ci danno conforto.

Le persone che non pensano si trovano in difficoltà. Pensare significa essere attento, essere presente. Uno pensa in base a se stesso, alle proprie esigenze. Noi pensiamo alle persone che vogliamo vicine. Pensare significa avere cura; per questo diciamo “pensami!”

Allora: pensare vuol dire essere vicini a se stessi ed essere vicini agli altri. Se uno parla senza considerare chi ha davanti, parla a vuoto, senza sentimento. Pensare è anche desiderare, è stare vicino, avere cura.

Saper pensare significa pensare il bene. Se uno pensa il male non sa pensare.

Il saggio deve pensare al bene e dire cose buone.

La scuola dovrebbe insegnare a pensare, a pensare il bene!

Se siamo soli a pensare noi distorciamo le nostre idee. Infatti per pensare bene bisogna stare bene insieme; se non si sta bene si pensa male dell’altro. Invece quando si sta bene insieme, anche il silenzio è importante.

Il segreto del pensare è non pensare mai al posto dell’altro, altrimenti si corre il rischio di non pensare bene degli altri.

Annachiara: tu poi anche avere un parere buono degli altri.

Ma sbagli quando pensi male, con preconcetti.

Pensare male: pensare al posto dell’altro. Bisogna dare all’altro la possibilità di esprimersi.

Non è detto che tutti riescono a dire quello che pensano.

Il professore invita i ragazzi a disporsi in cerchio, allontanando i banchi.

Ora ci guardiamo meglio. E’ importante stare vicini. Noi stiamo imparando a pensare. Torniamo alla domanda di base: cosa significa pensare?

Significa:

•sapere quello che si pensa

•saper dire quello che si pensa

•essere quello che si pensa

A volte noi ci mettiamo una maschera. Quando uno pensa intensamente non ha bisogno di niente, si rimanda tutto. E’ difficile essere quello che si pensa.

Come si fa a pensare bene?

Silvia: non bisogna credere di sapere ciò che pensa un altro.

Pensare bene allora vuol dire non anticipare il pensiero di un altro. Io non devo credere di sapere.

Annachiara: a volte io non parlo per non fare del male a un’amica.

Pensare bene vuol dire non fare del male. Ci sono cose difficili a dirsi.

Silvia: come si fa a controllare il pensare?

Dobbiamo controllare la spontaneità. Per pensare bene non devo essere precipitoso, ma devo pensare anche il bene.

Matteo: si devono mandare i pensieri verso il lato positivo; non facciamo “scappare” i pensieri.

Come si fa a pensare il bene, facendo anche il bene?

Per pensare il bene mi devo mettere in relazione, devo controllare i pensieri, ma non reprimerli, devo anche fare attenzione a non farmi condizionare.

Claudia: nel caso di Eluana, io devo pensare a ciò che è bene per lei.

Brava, devo mettermi in relazione con lei. Per esempio, se io devo pensare bene di Marco, io mi devo mettere in relazione con lui.

Pensare bene significa stare bene insieme. Con Eluana, io dovrei farla stare bene.

Annachiara: noi siamo tristi a pensarla!

Emanuele: noi stiamo bene insieme perché ci capiamo.

Noi ci apriamo agli altri e per aprirsi bisogna avere fiducia.

Fidarsi: pensare bene di una persona.

Annachiara: fidarsi vuol dire sapere che la persona che hai davanti non ha pregiudizi su di te.

Quando andate a casa dite sempre che non è successo niente; però quando a volte volete raccontare qualcosa i genitori non vi sentono, non vi ascoltano.

Pensare bene allora significa ascoltare!

verbale redatto dalla prof.ssa Patrizia Monetti

Breve storia del “Salotto del Pensiero”

Marzo 3, 2012 Posted by Scuole 0 thoughts on “Breve storia del “Salotto del Pensiero””

Il “Salotto del Pensiero” si trova nella Scuola Media Statale “G. Gigante di Napoli”. Nasce il 22 maggio 2006  in seguito a una serie di incontri felici, tra persone ancora appassionate di scuola,di giovani studenti, di curiosità relative alle varie modalità di apprendimento. Nasce anche come sfida di fronte a chi non ha più nessuna fiducia nella scuola come istituzione, incancrenita dall’avvicendarsi di varie politiche, che non hanno mai avuto il coraggio di mettere l’istruzione in primo piano veramente, e non solo attraverso un burocratese che ha esasperato moltissimi docenti, che non hanno più energia per combattere. Perché, come dice Simona Marino, docente di Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, “l’insegnamento è un corpo a corpo quotidiano”, dove il docente è costantemente esposto a se stesso e ai suoi studenti.

Dopo l’esperienza della Scuola dei Sentimenti con G. Ferraro, docente di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Napoli, numerosi incontri, tra i docenti coinvolti nell’esperienza e il Prof., fecero maturare l’idea della necessità di uno spazio, che risultasse più accogliente della classe e dell’aula magna. Spazio per lavorare all’esercizio del pensiero critico degli studenti, ma anche,e soprattutto, dei docenti stessi. Una sorta di bottega artigianale del pensiero, dove nessuna idea è censurata, dove la valutazione non può essere altro che auto-valutazione,dove il docente scende in campo non solo con il suo sapere, ma anche con il suo non sapere. Dove la disciplina non serve ad elevare barriere e a costruire paure, ma piuttosto ad affrontarle,con l’umiltà che dovrebbe contraddistinguere i professionisti dell’apprendimento.

C’è stata grande cura per arredare questa insolita aula; tappeti, quadri, tavolini abbigliati, tende alle finestre, cuscini, il leggio, un mobile un po’ retrò, fiori, piante, lo specchio, ma soprattutto i divani, generosamente offerti da Chateau D’Axe. Come dice Ferraro “tra il pubblico e il privato c’è il proprio…”.

Il primo anno di vita del Salotto non è stato facile; un pò come quando nasce un bambino….è spesso raffreddato….a volte non dorme o non vuole mangiare…dà molto da fare a chi si occupa di lui… La maggior parte dei docenti mostrava una certa resistenza a portare le classi nel salotto e venivano fuori le richieste più impensate… da tutto il personale della scuola… si può usare per la pausa caffè? si possono portare i genitori per i colloqui? si può utilizzare per colloqui delicati con alunni in difficoltà? si può fare lo sportello ascolto?e quant’altro… tendendo molto a psicologizzare l’ambiente costruito con tanta fatica.. o a demolirne il senso originario… Ma il Salotto è stato strenuamente difeso dai suoi ideatori e sostenitori! Infatti ha un suo Statuto, che definisce in maniera inequivocabile le sue finalità e le sue regole, e ha un suo Manifesto che ne proclama a gran voce le modalità educative, didattiche e organizzative.

La sperimentazione è partita nell’ottobre del 2006. Una sola classe della scuola andava nel salotto in modo sistematico,una volta alla settimana per due ore con due docenti in compresenza. Le docenti alternavano i ruoli di conduttore del gruppo e di osservatore;tutto il lavoro è stato rigorosamente documentato. Le altre classi si affacciavano timidamente al salotto,alcuni docenti chiedevano di poterlo utilizzare per un ciclo di incontri o per qualche particolare problematica emersa in classe. A tutti è stata  richiesta la documentazione degli incontri e i lavori sono stati scrupolosamente raccolti. In primavera sono cominciati “I dialoghi dell’imparare…”a cura di G. Ferraro con i genitori della scuola. La presenza più significativa è stata quella dei genitori i cui figli avevano partecipato alla scuola dei sentimenti…è stato un lavoro entusiasmante… Anna: “grazie al salotto è cambiato il rapporto con mia madre. Ora lei mi da più spazio, non legge più il mio diario, entra nella mia stanza solo dopo aver bussato. Mi è servito a scoprire un lato sconosciuto di mia madre, riflette prima di agire e ora mi tratta più da adulta”. Giovanni: “io a casa non parlo mai, non mi so esprimere. I miei mi vogliono iscrivere in una scuola per potermi esprimere meglio. Io a casa non parlo mai ……nel salotto troviamo gli argomenti che mi interessano, ma a casa io mangio, poi arriva mio padre che sa aggiustare i computer, ma con loro non trovo l’argomento giusto…”Gianluca: “Il salotto è bellissimo! Non me lo aspettavo cosi. Vorrei metterci anche io qualcosa di mio, non so… un’opinione, un oggetto.. non so.. spero tanto di ritornarci”…Valentina(una madre): “qui ho capito che posso ancora sognare; il mio sogno è il sogno di mio figlio!”

Quest’anno quasi tutte le classi della scuola sperimentano il metodo filosofico nel salotto del pensiero; inoltre, nel salotto, è stato realizzato il Progetto Segnali, un progetto di prevenzione dalle tossicodipendenze patrocinato dalla Regione Campania. Si è parlato di dipendenza in chiave filosofica, sempre con la collaborazione di G. Ferraro, che continua non solo il suo lavoro con gli studenti e i genitori della scuola, ma è il supervisore di tutto il lavoro e la produzione dei docenti, non più timidi fruitori di questo magico spazio.

Uno degli incontri più stimolanti è stato quello con il personale ATA (collaboratori scolastici e personale della segreteria). Sono esplicative le conclusioni di Annalisa, volontaria del servizio civile, che ha molto collaborato al salotto in questo suo 2°anno di vita: “…quando l’incontro si conclude si avverte in tutti un po’ di dispiacere, come se ci si fosse allontanati da tavola ancora con un po’ di appetito”. Questo è proprio il senso delle nostre intenzioni: creare le condizioni affinché negli studenti, ma non solo, si sviluppi un appetito della conoscenza che è indispensabile a generare nuova conoscenza, insomma un terreno di cultura(nel senso biologico del termine) per un sapere generativo! Questo è per noi il Salotto del Pensiero!

Anna Serio

…e i pensieri cominciarono a volare… Il primo incontro nel “Salotto del Pensiero”

Marzo 3, 2012 Posted by Scuole 0 thoughts on “…e i pensieri cominciarono a volare… Il primo incontro nel “Salotto del Pensiero””

Classe 1°

Elvira

A primo impatto, appena ho visto il salotto, ho fatto un tuffo nel passato ricordando le cose antiche raffigurate nei libri. Invece appena accomodati sui tappeti ho  avuto l’impressione che quella porta  blu ci separasse dalla scuola e dalla casa. Concludo dicendo che mi sono trovata molto a mio agio nel salotto perché è come se stessi a casa mia.

Federica

Io penso che il salotto del pensiero sia una minuscola casa con all’interno degli oggetti meravigliosi.

Sembra che dietro la porta del salotto ci sia un portale magico che ti porta a casa.

Chiara

Nel salotto….Quando sono entrata li mi sono sentita come a casa mia. Ciò perché è arredato proprio come una casa vera e propria .

Francesco

Il salotto mi è sembrato come se fossi a casa con la mia famiglia. I compagni erano i miei cugini e la prof. mia mamma.

Luca

A prima vista il salotto mi è sembrato una cosa antica piena di ricordi e mi sono sentito a mio agio.

Enzo

Quando sono entrato nel salotto le cose cambiavano e cosi ci siamo seduti sul tappeto e tutto è diventato tranquillo. Per me era un posto di riposo e di tranquillità.

Fabiana

Nel salotto mi sono sentita a mio agio perchè sembrava di stare a casa. Il salotto era molto bello e lussureggiante. La porta sembrava quasi un passaggio dalla scuola alla casa.

Flavia

Nel salotto…mi sono sentita a mio agio quasi come se fossi a casa mia.

Armando

Il salotto è stato per me bello perché mi ha fatto ricordare una persona alla quale ero tanto affezionato che ora non c’è più. E mi ha fatto ricordare la Signora e sono felice.

Giovanni

Mi sono divertito tanto come fossi a casa mia.

Savio

Quando ho visto il salotto ho ricordato la mia casa vecchia con quei mobili e tavoli antichi poi anche  quelle ricamature (?) erano bellissime.

Emanuele

Il salotto è molto bello e anche se è piccolo è spazioso.

Roberto

Nel salotto ho sentito che stavo in una stanza di casa e mi sono rilassato ed è stato molto bello.

Marina

Non immaginavo fosse cosi…cosi…. familiare il salotto. È bello ed assomiglia ad una casa antica tipo quella della mia nonna materna: con il divano blu mare , i tavoli , i quadri. Stando dentro mi ero dimenticata che ero a scuola, e invece… bastava aprire la porta! Dentro si crea un’atmosfera molto tranquilla, serena, e si è rilassati come se si fosse a casa con fratelli e sorelle. Insomma il salotto del pensiero è stupendamente bello.

Classe 3°

Giovanni

Il giorno 18 maggio 2006 siamo andati nel “salotto del pensiero”. È stato bello ritrovarsi in una stanza senza banchi, cattedra, e lavagna, e leggere una parte di quel meraviglioso libro(Il piccolo principe), si è potuto infatti riflettere meglio. Peccato solo che quella divertente attività sia finita cosi presto e siamo dovuti ritornare in classe. Magari fosse tutti i giorni cosi!

Arianna

Ieri siamo andati in un’aula per un progetto chiamato “il salotto del pensiero”. L’aula era diversa dalle altre volte era in stile “etnico”; devo dire mi piaceva lo stile della camera e sinceramente mi è piaciuto come siamo stati insieme. La professoressa ci ha letto delle pagine tratte dal libro “Il piccolo principe” molto istruttive e noi abbiamo ascoltato seduti a terra su dei cuscini. È stato diverso dalle altre volte perché l’atmosfera era più bella.

Valentina

Ieri alla 4° ora cioè l’ora di compresenza italiano-matematica siamo andati nell’aula “il  salotto del pensiero” a svolgere l’attività del salotto stando insieme seduti su dei tappeti e  ad ascoltare la nostra prof. di italiano che leggeva il libro “Il piccolo principe”. L’aula dava una sensazione di relax e piacimento(?)ma purtroppo l’ora è finita e siamo ritornati in classe. Spero che faremo molto presto un’altra giornata così spensierata.

Francesco

Giovedì nell’ora di compresenza di italiano e matematica siamo andati nella stanza “il salotto del pensiero”. E’ stato molto bello fare quest’attività fuori dalla classe. Stare seduti a terra è stato molto rilassante e abbiamo avuto l’opportunità di esprimere le nostre opinioni riguardo al libro “il piccolo principe”,letto dalla prof di italiano,senza essere giudicati. E’ stata un esperienza che rifarei perché mi ha fatto pensare moltissimo.

Umberto

Ieri siamo andati nell’aula del salotto dove ci siamo seduti tutti a terra riuniti in un cerchio e la prof di italiano ha letto un libro che noi dovevamo poi spiegare ciò che avevamo capito .Questa stanza era molto bella,era ben arredata  e ci siamo sentiti tutti a nostro agio è stato un progetto più divertente perché non eravamo in classe. Questo progetto è stato bello e vorrei poterlo ripetere con i miei compagni e i professori perché è divertente e rilassante.

Stefano

Ieri siamo andati nel salotto del pensiero e ci siamo seduti sui tappeti in cerchio. La prof…ha letto il libro del piccolo principe. Quest’attività è stata molto bella perchè ci siamo rilassati ed era molto bello perché sembrava di stare a casa.

Daniele

Il 18 maggio siamo andati nell’aula “il salotto del pensiero”. Siamo andati io,la mia classe e i due professore di matematica e italiano. Abbiamo letto un libro il cui nome è “il piccolo principe”. Questa storia è ambientata su un paese immaginario,è una storia molto bella. In quest’aula eravamo seduti per terra su dei tappeti,un ambiente che non si direbbe proprio quello di un aula ma quello di un salotto.

 

..…..

Ieri 18/5/2006 siamo andati nel salotto del pensiero. Abbiamo trascorso un’ora lì leggendo un libro. Lì c’era un atmosfera diversa da quella che c’è in classe. Stavamo seduti sui tappeti mentre la prof leggeva noi ascoltavamo attentamente. E’ stata un attività divertente magari fosse tutti i giorni così.

…….

Il giorno 18/05/06 abbiamo fatto un progetto di “salotto”. Ci siamo riuniti in un’aula molto bella.

Era arredata come se stessimo in un salotto. C’erano tappeti a terra, un divano, sedie, cuscini e quadri appesi. C’erano persino i mobiletti con gli oggetti e le tende. Era molto accogliente e devo dire la verità ero a mio agio. La professoressa insieme al prof….. ha letto il libro del “piccolo principe”, un versetto e l’abbiamo commentato insieme e espresso tutti i nostri pensieri. Questa esperienza è stata molto riflessiva per tutti  e la cosa che mi ha colpito di più è stato l’ambiente poiché non ti faceva sentire di stare a scuola.

Gabriele

Il giorno  18 maggio 2006 siamo andati nel salotto del pensiero. E’ stato bello ritrovarsi in una stanza senza banchi cattedra e lavagna e leggere una parte di quel meraviglioso libro,si è potuto infatti riflettere meglio. Peccato solo che quella divertente attività sia finita così presto e siamo dovuti ritornare in classe.

Visita di una classe 3°

Gennaro

Mercoledì insieme alle prof……. siamo andati nel salotto nel pensiero. La cosa che mi ha colpito è il quadro dove c’era la nostra città. Mi sembrava di stare a casa mia. In questa stanza c’erano tappeti, sedie, tavolini e alcune poesie attaccate al muro. Io a dire la verità sono stato molto stupito dal quadro e mi è molto piaciuto soprattutto per questo.

Fabrizio

Questo progetto che ha fatto la prof…. aiutata da altri prof. mi è piaciuto moltissimo perché mi sembrava di stare in una casa con tutti i miei compagni. È stato bellissimo perché stavamo tutti insieme in una specie di salotto….

Gianluca

Mercoledì scorso siamo andati in una stanza chiamata “salotto del pensiero”. Non mi sembrava vero;tuttavia mi sono seduto sul divano con i miei compagni senza guardarmi intorno più di tanto. Quando siamo tornati in classe me ne sono pentito…Mi ha lasciato l’impressione di un luogo pieno di fantasia,poca luce,molto bello e accogliente e ho pensato che chi ha realizzato il salotto è stato particolarmente bravo. E’ stato un bel modo per ritrovarci tutti insieme. Spero di restarci più a lungo la prossima volta…mi sono venute in mente molte cose.

Martina

E’ stata la prima volta,sembrava di stare a casa e non a scuola. C’era poca luce,al centro della stanza mancava qualcosa,era troppo vuoto sebbene ci fossero tappeti,cuscini,poltrone e tavolini abbigliati. Ci siamo un po’ sparpagliati per la stanza,le femmine da una parte e i maschi dall’altra. Mi è piaciuto molto,è un luogo molto bello e accogliente.

Giovanna

Mercoledì scorso insieme alle prof…siamo andati nel salotto del pensiero. Un’aula adibita proprio come una camera da salotto,un luogo dove poter meditare,sognare e rilassarsi. A me sembrava di non essere a scuola. Tanti pensieri offuscavano la mia mente,pensieri interessanti e altri meno .Ho cercato di analizzare n quel momento la mia vita,le cose belle che ho fatto e le cose brutte,le cose che mi sono capitate,le prime cotte,i primi dispiaceri,le allegrie,le ansie,le delusioni. Queste sono esperienze di vita che mi hanno fatto crescere,maturare e formare il carattere.

Alessandra

A dire la verità quel piccolo salotto era molto carino,mi ha colpito molto…pensavo di essere a casa…e sinceramente quei colori mi hanno fatto rilassare e mi sarebbe piaciuto restare un altro po’ a parlare con i miei amici.

Daniele

Mercoledì scorso le prof…ci hanno portato nel salotto del pensiero .Appena entrato ho notato subito che era un posto totalmente diverso dal resto della scuola. Sono rimasto sbalordito .Era un posto poco illuminato e questa è stata l’unica cosa che non mi è piaciuta. Per il resto è un luogo bello e accogliente;spero di ritornarci per osservare meglio i particolari.

Chiara

Mercoledì 10 Maggio siamo andati con le prof…nel salotto del pensiero .In questa stanza che prima era una classe,c’erano tappeti,sedie,tende,cuscini colorati,quadri,un divano e un mobiletto che creavano un’atmosfera articolare. Una stanza diversa dalle altre,senza banchi,lavagna,armadietti, sembrava quasi di non essere a scuola .Appena siamo entrati i maschi si sono seduti mentre noi ragazze ci siamo messe a leggere delle frasi attaccate al muro,si trattava di pensieri di filosofi riguardanti l’amicizia,l’amore,ecc…Mi sarebbe piaciuto restarci più a lungo per riflettere e rilassarmi.

Simona

Mercoledì con le prof…siamo andati a visitare il salotto del pensiero. Appena entrata mi hanno colpito molto i quadri,i vasi,i fiori,le tende,il divano,il tavolo,ma soprattutto le bellissime frasi scritte sui fogli attaccati al muro .In quel momento non mi sembrava di stare a scuola ma in una casa bella e accogliente dove poter stare con gli atri. L’atmosfera,i colori della stanza,aiutavano a riflettere…c’era un bell’odore e non si pensava allo studio.

Chiara

Mercoledì le prof…ci hanno portato a vedere il salotto del pensiero che si trova al secondo piano del nostro istituto. Si tratta di un’aula trasformata in un salotto con lo scopo di facilitare la nostra riflessione e farci concentrare sui nostri pensieri. E’un ‘aula arredata con divano,mobili…e il tutto abbellito anche da vasi con fiori. Appena entrata la classe si è divisa in due gruppi:i maschi si sono scaraventati sul divano,secondo me segno di poco interesse,noi femmine,invece,più interessate,ci siamo dedicate alla lettura di alcune frasi d filosofi che spingevano proprio al ragionamento. Mi è piaciuta la “diversità” rispetto ai luoghi che normalmente frequento con i mie compagni. I colori rilassanti hanno forse proprio lo scopo di lasciar pensare e riflettere. Iniziativa simpatica,innovativa,interessante;non me l’aspettavo così carina e ospitale.

Gabriella

Mercoledì siamo andati a visitare un salotto arredato in una classe della nostra scuola:il salotto del pensiero .Lì alunni,professori e genitori parlano ed esprimono le proprie opinioni. Appena entrata mi sembrava di essere fuori dalla scuola e ho provato una bella sensazione a stare in un ambiente chiuso tra quattro mura diverso da una classe,con tutti i miei compagni. Non c’è mai stata un occasione in cui,fuori dalla scuola,eravamo tutti presenti. L’arredamento era molto bello e colorato,le frasi appese al muro erano molto significative per lo scopo di quel salotto. Non sembrava di stare a scuola,sembrava di stare a casa;non si pensava allo studio…così carino ed accogliente…i colori,il profumo…

Roberta

Mercoledì insieme alle prof…abbiamo visto il “salotto del pensiero” .C’era un divano,sedie,tavoli,tappeti,cuscini,tende…frasi molto carine. Alcuni compagni hanno detto che sembrava di stare a casa,ma a casa non ci sono frasi appese ai muri e mobili disposti in quel modo;è un po’ strano trovarsi in quella stanza e pensare di stare a scuola .Ad alcuni è piaciuto poiché,non essendoci libri,non si pensava allo studio ed era più facile parlare. Il profumo,il divano…e poi ci siamo ritrovati tutti insieme come non era mai capitato fuori dalla scuola. A me non  è piaciuto molto,mi sembrava mancasse qualcosa,anche se no so cosa. Se non fosse stato per i colori avrei giurato di trovarmi nella stanza di attesa dello studio del mio dentista. L’unica cosa che ho apprezzato sono state le tende…non mi aspettavo proprio di vederle!

La stessa 3° torna al salotto.

Giovanna

Mercoledì scorso siamo di nuovo andati nel salotto del pensiero. Ci siamo seduti a terra formando un cerchio e abbiamo ascoltato una piccola parte del “piccolo principe”. Il principe assiste incuriosito nel suo pianeta alla nascita di un fiore spuntato da un seme venuto de chissà dove .Il fiore prepara con cura i suo colori,aggiusta i petali,appare nello splendore della sua bellezza. Ciò suscita invidia agli altri fiori del luogo. Io penso che l’invidia è la cosa più brutta che esista,crea disaccordi,inimicizie,pettegolezzi e a volte anche calunnia .L’invidia suscitata dal fiore nei confronti degli altri è paragonabile all’invidia suscitata da una persona bella nei confronti di persone meno carine,questa bellezza crea fastidi in un gruppo,suscita invidia,la persona stessa resta isolata .La bellezza a volte è un danno.

Chiara

Mercoledì 24 Maggio le prof…ci hanno portato nel salotto del pensiero per discutere su un argomento scelto. Appena arrivati mi sono girata intorno per ammirare eventuali cambiamenti ed ho notato cose nuove,come tanti cuscini colorati sui quali ci siamo seduti,per discutere a terra in cerchio .Una volta sistemati la prof ci ha letto un capitolo tratto dal piccolo principe. Sinceramente non ho capito benissimo il significato della lettura,ma ho notato come da un argomento iniziale se ne possono diramare tanti altri,e come si può andare “oltre” con le parole e con la fantasia. Infatti alla fine siamo giunti a “come ci comportiamo con i nostri genitori per ottenere qualcosa”. Molti hanno detto che compiono cose che possono piacere ai propri genitori  solo per ottenere una cosa tanto desiderata;ad es. Fabrizio per avere il motorino deve andare bene a scuola .A quel punto siamo   giunti al fatto che usare la scuola come mezzo per ottenere qualcosa non è giusto e neanche piacevole. Secondo me andare bene a scuola deve essere uno scopo personale. Ho notato con dispiacere che qualche mio compagno non è stimolato allo studio e non pensa a quale sarà il suo  futuro. Io invece nello studio vedo il mio futuro,e sinceramente,anche se a volte è stancante,non è tanto male studiare!

Chiara

Mercoledì 24……si parlava di un fiore nato da un seme e cresciuto lentamente scegliendo i colori per i suoi petali,aggiustandoli  uno ad uno per non uscire tutto stropicciato. Il piccolo principe vedendolo lo trovò molto bello e decise di portargli dell’acqua per innaffiarlo .Il fiore gli disse di aver paura delle correnti d’aria e che desiderava un riparo per la notte,magari una campana di vetro,perchè faceva molto freddo .Il principe andò a cercare un paravento ma,sentendo il fiore tossire perché gli voleva far venire dei rimorsi,si fermò nonostante la sua buona volontà e il suo amore aveva cominciato ad avere dei dubbi nei suoi confronti ma poi capì;non l’avrebbe dovuto giudicare dalle parole ma dai fatti.

Abbiamo riflettuto sulla vanità; per me essere vanitosi,cioè compiacersi eccessivamente di sé è sbagliato. Una persona infatti non si giudica dal proprio aspetto esteriore ma da ciò che ha dentro e dai sentimenti. Bisogna si aver cura del corpo e non apparire trasandati,ma non bisogna trascorrere ore intere davanti allo specchio. A volte,proprio nelle persone più semplici,possiamo trovare tante qualità,intelligenza e amore. Le persone non vengono giudicate da quello che dicono ma da quello che fanno. Si possono fare tante promesse ma se non vengono rispettate restano parole al vento.

Roberta

Mercoledì24……un fiore nato da un seme che non smetteva mai di crescere. Gli ci vollero giorni e giorni per essere pronto;infatti il fiore sceglieva con cura i suoi colori perché non voleva uscire sgualcito come un papavero. Un giorno al sorgere del sole il fiore era pronto. Quando il piccolo principe lo vide non potè fare a meno di ammirare la sua bellezza. Si capiva subito che il fiore non era molto modesto. Voleva essere curato,così il piccolo principe andò a prendere dell’acqua per innaffiarlo. Un giorno il fiore parlando delle sue spine disse che potevano venire delle tigri con i loro artigli ma il piccolo principe disse che non c’erano tigri su suo pianeta. La vera paura del fiore erano le correnti d’aria e così chiese al piccolo principe un paravento .Lui cominciò a cercarlo ma non ne ebbe il tempo perché il fiore tossiva per fargli capire che aveva bisogno di essere protetto. Il principe cominciò ad avere dei dubbi su di lui ma poi capì che non avrebbe dovuto giudicarlo dalle parole ma dai fatti.

Il fiore era molto vanitoso e tutta la classe era d’accordo che questa parola significa “compiacimento di mettere in mostra i propri pregi”. Una frase molto bella del libro è “non avrei dovuto giudicarlo dalle parole ma dai fatti”.

Purtroppo non tutti fanno così. Abbiamo discusso un bel po’;la maggior parte della classe usa la scuola come mezzo per avere qualcosa che desidera. Invece io quando voglio qualcosa non prometto nulla in cambio perché so che prima o poi l’avrò.

Una cosa molto bella che ha detto Alessia è stata che è inutile  promettere qualcosa ai propri genitori per poi ricevere qualcos’altro perché loro ci vogliono bene e desiderano solo il nostro bene.

Gabriella

Mercoledì 24 siamo tornati nel salotto del pensiero questa volta con un scopo diverso:ascoltare gli altri e farci ascoltare. Dopo aver letto un brano dal piccolo principe ognuno ha fatto le proprio considerazioni sul racconto e,in base a ciò,sulla realtà. Mi ha molto sbalordito che una mia compagna di classe che non va molto bene a scuola,in quella stanza ha parlato e ha detto cose giuste e sensate. A questo punto ho pensato: “se per qualcuno il salotto del pensiero è inutile  si è dovuto ricredere perché tanto inutile non è!”Leggendo il racconto è uscita fuori la vanità e ognuno di noi ha detto a sua. Secondo me un po’ di vanità tutti devono averla,ma superato un certo limite,la persona diventa antipatica ed è giudicata male. Per quanto riguarda il giudizio che una persona ha verso un’altra io credo che sia sbagliato perché prima di giudicare qualcuno bisogna conoscerlo. Infatti se vedo una bella persona che ha un brutto carattere per me non vale nulla. Concludo dicendo che a me piace molto andare nel salotto del pensiero perché lì ognuno dice ciò che gli passa per la testa e mi dispiace che con la chiusura della scuola non rivedremo più quella stanza così speciale.

Il Salotto del Pensiero

Marzo 3, 2012 Posted by Scuole 0 thoughts on “Il Salotto del Pensiero”

Il “Salotto del Pensiero” è un luogo di voci, di parole, di attenzione, di cura, di ascolto. È organizzato all’interno della scuola. Non un luogo di sospensione o interruzione dell’attività curriculare della formazione, ma un luogo dove l’attività formativa possa trovare nuove espressioni e disposizioni su percorsi e per relazioni che decostruiscono il rapporto di classe configurando una più esplicita comunità di ricerca.

Il “Salotto del Pensiero” è il progetto che nasce all’interno del corso di filosofia per la scuola dell’obbligo denominato “Scuola dei Sentimenti” coordinato dal prof. Giuseppe Ferraro, e del quale la prof.ssa Anna Serio è responsabile per la SMS “G. Gigante”. Il progetto trova coinvolte altre scuole che hanno organizzato a tal fine uno spazio alternativo con uguale denominazione a Napoli, Caserta, Chieti, Lanciano, Mantova.

La sua ispirazione s’inserisce nell’esigenza sempre più diffusa di portare la filosofia nella scuola dell’obbligo, non come ulteriore “materia”, ma come pratica di relazione disciplinare al fine di esaltare la funzione delle classi come comunità di ricerca esaltando la relazione di apprendimento e di insegnamento in una circolarità tale che ne riabiliti ruolo e funzione.

La sua pratica aderisce ai Programmi della Comunità Europea nella prospettiva di progetti culturali che liberano le differenze da barriere di esclusione e rilancino il piacere di apprendere, non riferito alle sole facilitazioni ludici, ma per riportare lo stare insieme a scuola alla riscoperta della conoscenza come cura di sé nell’espressione di appartenenza ad una comunità di differenti.

Il principio guida del “Salotto” è di restituire alla scuola una propria “abitabilità”. L’intento è riattivare un patto di fiducia tra docenti e genitori, tra studenti e insegnanti, che permetta una continuità di percorso formativo senza “pena” di confini, senza campi disciplinari astratti dall’esigenza di una vita in comune.

Il presupposto è che i luoghi sono le persone che li abitano. Condizionano e sono condizionati dalle azioni che vi si svolgono. Ogni luogo esprime una precisa organizzazione del tempo che si esplicita nella sua particolare configurazione. Come le stanze di una casa definiscono un ambito diverso di azione, così ogni luogo suggerisce tempi e modi, agio e finalità della funzione per cui è organizzato.

I luoghi nella propria organizzazione dello spazio definiscono una precisa legislazione del tempo, per cui si usano in certo tempo, ospitano in un certo tempo, permettono di operare precise azioni secondo tempi stabiliti. Ogni luogo ha perciò la sua osservanza ed è come tale disciplinare. Non si può svolgere un’azione in un luogo dove l’organizzazione dello spazio e del tempo comporta altre azioni e abitazioni. Ogni luogo pertanto ha una precisa connotazione simbolica. Da queste premesse segue lo statuto:

– Il salotto del pensiero è un luogo di continuità formativa che ospita e rende possibile una relazione educativa ispirata all’idea di una comunità di ricerca.

– Ospita un’intera classe ovvero un gruppo di comunità composito di genitori e di alunni.

– Promuove obiettivi formativi.

 – Procura modalità funzionali di ascolto, di lettura, di dialogo.

 – Esclude attività finalizzate a scopi individuali o di gruppo inaderenti alla relazione educativa.

– Favorisce incontri con genitori e misti, con genitori, docenti e alunni, al fine di riattivare il patto di fiducia formativa che riabiliti un rapporto diretto tra la casa e la scuola come percorso di ritorno formativo di cultura.

Verbale d’immagine

Novembre 6, 2011 Posted by Scuole, Tracce, επιμελεια - Epimeleia 0 thoughts on “Verbale d’immagine”

2011.11.06 verbale-immagine

“A scuola di sentimenti”

Marzo 3, 2011 Posted by Scuole 0 thoughts on ““A scuola di sentimenti””

Il progetto è stato realizzato nell’a.s. 2004-2005 presso la scuola secondaria di primo grado “Chiarini-De Lollis” di Chieti con la classe IF, formata da 20 alunni.

Il progetto è stato attuato in cinque incontri (cinque sabati consecutivi) della durata di circa due ore l’uno e curato dalle insegnanti di lettere e di sostegno le quali preparavano ciascun incontro con la consulenza e la guida del prof. Giuseppe Ferraro.

In ogni lezione venivano analizzati alcuni sentimenti (vedi Mappa). Il lavoro consisteva nel parlare dei sentimenti: come si riconoscono e come si esprimono. È infatti importante distinguere le emozioni, che fanno parte del momento, dai sentimenti che si educano, si formano, si costruiscono nel tempo. Ogni incontro era scandito da particolari momenti: l’arrivo del prof. Ferraro in classe e la presentazione del sentimento, l’entrata in aula di psicomotricità, oscurata da pannelli alle finestre, la visione e l’analisi di diapositive rappresentanti colori, immagini e foto. Ogni ragazzo era libero di manifestare le proprie emozioni in relazione a ciò che vedeva. Gli veniva richiesto di relazionarsi all’immagine, al ….

La verifica e la valutazione delle conoscenze ed abilità e del comportamento sono state svolte in itinere con l’osservazione sistematica e analitica; inoltre sono stati oggetto di valutazione il diario di bordo e tutti i testi poetici e narrativi a carattere soggettivo degli alunni.

Documentazione:

– Materiale inserito nel Portfolio: schede personali sui sentimenti; racconti, narrazioni, riflessioni personali, poesie e temi.

– Diario di bordo.

– Allestimento di una mostra con il materiale raccolto.

– Realizzazione di un fascicolo con il percorso del progetto.

– Pubblicazione del materiale più significativo sul sito web della scuola.