Posts in Eventi

La bottega del filosofo, al via l’edizione 2020

Ottobre 7, 2020 Posted by Eventi, notizie 0 thoughts on “La bottega del filosofo, al via l’edizione 2020”

Venerdì 9 ottobre alle ore 18:00 riapre La bottega del filosofo

Attiva ormai da anni la “bottega” offre strumenti di conoscenza e cura di sé con gli altri nell’agire sociale e personale. Si svolge in un dialogo corale con esercizi e compiti di scrittura, con figure didattiche e forme di meditazione, accompagnate da letture di classici.

La bottega introduce alla filosofia come “sapere saggiare ili legami che si hanno cari”.

Quest’anno il corso ha come argomento “imparare a parlare”, modulato in “educare la voce”, “ascoltare e sentire”, “ricordare e pensare” in una ricerca di senso che si manifesta quando la vita ritrova l’esistenza che la custodisce.

Il corso si svolge in remoto e in presenza con incontri all’aperto

Simona Marino incontra Antonella Picchio

Settembre 28, 2020 Posted by Eventi 0 thoughts on “Simona Marino incontra Antonella Picchio”

Martedì 29 settembre alle ore 18:00 diretta FB dalla pagina di filosofiafuorilemura (faceboock.com/filosofiafuorimura) sugli effetti dell’epidemia sulla vita delle donne: Saperi Esperienze Pratiche

Corpi Vite Lavori Reddito sono questi gli argomenti messi in discussione da Antonella Picchio per un nuovo paradigma radicale e femminista.

Ecco il testo sul quale si articolerà il confronto in diretta FB

CORPI, VITE, LAVORI, REDDITI, redditi: un nuovo paradigma,  radicale e femminista.

Antonella Picchio- CAPP Unimore

Il COVID sta mettendo in luce una crisi epocale del sistema capitalista. A livello globale, si stanno aprendo linee di frattura sempre più evidenti e profonde che minano l’intero sistema di produzione in tutti i suoi processi fondamentali di: produzione, scambio e distribuzione della ricchezza prodotta. Questi processi strutturalmente non riescono a garantire un rapporto sensato e sostenibile con la riproduzione sociale della popolazione del globo, umana e non umana, e con l’ambiente.

La crisi è tanto profonda da richiedere una radicalità nuova per essere analizzata perché si è resa visibile la sua natura strutturale, normale e generale.

 La profondità e generalità del disastro viene invece nascosta dietro una mappatura di differenze e diseguaglianze, che permettono di nasconderne gli aspetti strutturali, normali, persistenti e generali, e che consentono di concentrarsi su una lista di differenziali, come, a esempio, quelli di genere, nel miraggio di una impossibile equità orizzontale, per esempio,  tra donne e uomini, quando invece le diseguaglianze sono saldamente legate a relazioni funzionali verticali.  Per chiarirci, ad esempio, i differenziali di genere nel mercato del lavoro sono da attribuire, come ha fatto finalmente anche l’ILO nel 2018, alla grande massa di lavoro non pagato svolto nelle case per sostenere processo di riproduzione per ‘riprodurre’ la popolazione lavoratrice. Lo sconvolgimento profondo introdotto dalla pandemia a livello globale ha aperto delle fratture profonde del sistema economico e sociale dominante, fratture che si manifestano in forme diverse per contesto ma simili per relazioni causali e dinamiche catastrofiche.  La crisi è tanto profonda da richiedere una radicalità nuova per essere analizzata.

Si manifesta come fenomeno sanitario ma le cause e gli effetti economici sono evidenti. L’esperienza della crisi non ci dà tuttavia elementi sufficienti per capire la natura e la dimensione del crollo in atto, data la multidimensionalità  del corpo umano. Siamo solo spettatori che guardano spaventati senza vedere ciò che effettivamente sta succedendo. Per vedere abbiamo bisogno di un quadro analitico capace di ordinare per rilevanza e connettere le complesse dinamiche in corso e le sempre più profonde linee di rottura che porteranno a disastri e catastrofi, se non si individuano, in tempo, dei punti e delle pratiche di resistenza.   Per mettere in atto una resistenza radicalmente trasformativa ci vogliono una chiave analitica e l’individuazione di un soggetto capace di sguardo e di azione sulla complessità di processi in atto. Capace di cambiare la prospettiva con cui definire il fuoco e l’orizzonte del nuovo sguardo sul sistema.

  • Soggetto di sguardo: movimento femminista globale e intersezionale di donne e, possibilmente, di uomini (solo se pienamente responsabili, anche sul piano politico, delle loro vite e di quelle di altri e altre).
  • Prospettiva: definita da ‘fuoco’ e visione, corpo è il fuoco, la cura è la visione generale. Il nuovo paesaggio di senso.
  • Schema analitico (ordine rilevanza, legami, possibili effetti, rapporti di forza)  per capire: le dimensioni funzionali tra  processi strutturali, qualità delle forze, normalità e generalità.
  • Nessun ottimismo, sistema capitalistico altamente distruttivo e predatorio, non riformabile.
  • Partire dagli economisti Classici (Smith, Ricardo, Marx, e Sraffa): salario come costo di riproduzione sociale, conflitto salario-profitto direttamente su condizioni d vita date materialmente, socialmente e sentimentalmente, distribuzione politica come rapporti di classe, conflitto, et.
  • Analisi da verificare anche dalla pratica politica come azione trasformativa, individuale e collettiva 
  • Cambiare il senso dell’agire sociale da produzione per un profitto e/o una rendita finanziaria, a un paradigma fondato sul senso di una cura responsabile delle condizioni di sostenibilità delle relazioni umane, che armonizzi il produrre e il riprodurre.
  • Obiettivo: reddito di cura, universale, incondizionato: non inteso come reddito del riconoscimento di un nuovo segmento di lavoro da ‘salariare’ ma di una base di sicurezza per tutte e tutti che trasformi radicalmente le relazioni di lavoro alla base del lavoro salariato; da usare anche come un credito da esigere per l’enorme massa di lavoro non pagato che in diversi contesti, tuttora profondamente patriarcali, viene imposto alle donne a sostegno della riproduzione sociale non solo dei soggetti più vulnerabili, bambini, malati, anziani ma anche e soprattutto, come le statistiche mostrano, a sostegno dei maschi adulti. Per inciso, le statistiche sul lavoro non pagato, raccolte a livello internazionale, grazie alla dura battaglia fatta alle conferenze dell’ONU sulle donne a Nairobi e Pechino, mostrano che anche nei paesi industrializzati, l’aggregato del lavoro non pagato fatto per oltre 2/3 dalle donne, è maggiore del totale di tutto il lavoro pagato. 
  • Lo sciopero generale del lavoro, domestico e di cura, non pagato è l’arma principale da usare nel confronto tra classi sociali.

La cura diventa il nuovo senso universale, condiviso e praticato già nelle forme di lotta, per definire: quale produzione, quale stato, quali regole distributive, quale divisione delle responsabilità, quali rapporti di sesso, razza e classe, quale mezzo di scambio, mettendo in discussione anche il senso degli scambi e del denaro

Nota biografica e recenti pubblicazioni di Antonella Picchio

Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Padova

Master in Economics presso la Utah State University (U.S.)

Master presso il Department of Economics della University of York (G.B.)

Ph. D. presso la Faculty of Economics and Politics, Cambridge (G.B.).

Docente di ruolo di prima fascia di Economia Politica, Università di Modena.

Insegnamenti attuali: Storia del pensiero economico, Economia di genere, Sviluppo umano.
Ha insegnato anche presso la Facoltà di Economia dell’ Università di Trento, la Facoltà di Economia dell’ Università di Roma III e presso la New School of Social Research di New York.

Ha fatto parte della delegazione nazionale alla IV Conferenza sulle donne delle Nazioni Unite di Pechino (2005).

E’ stata Invited Speaker  ai “World Hearings on Development” organizzati dalla U. N. General Assembly nel giugno 2005.

Militante nel movimento femminista dagli anni ’70.

Vien spesso invitata come relatrice in America Latina

Madre di due figli, è vissuta a Venezia, Ferrara, Roma; attualmente risiede a Modena

Fra le recenti pubblicazioni:

Picchio, a., e Pincelli, G,, Una lotta femminista globale. L’esperienza dei Gruppi del Salario al Lavoro domestico di Ferrara e Modena, nella Collana Letture d’Archivio, Fondazione Badaracco, Milano Angeli, 2019

PICCHIO A. , “Hay, carrots, bread and roses: subsistence and surplus wages in Sraffa’s Archive Papers”, in R. CICCONE; G. MONGIOVI, Sraffa and Modern Economics, LONDON: Routledge, forthcoming.  

PICCHIO, A., 2004, “Needs and passions of human subsistence in the early eighteenth century economic thought”, in History of Economic Ideas, spring.

PICCHIO A. (2003). “A macroeconomic approach to an ‘extended’ standard of living”, in PICCHIO A., ed., Unpaid work and the economy: a gender analysis of the stantard of living. LONDON: Routledge, tradotto in spagnolo in C. Carrasco, ed., Tiempos Terbajos y genero, Barcelona, Universitat Barcelona, 2003.
PICCHIO A. (2000), “Wages as a reflection of production and reproduction processes”, in L. CLARKE  and J. JANSSEN The dynamics of wage relations in the New Europe, Amsterdam, Kluwer Academic Press.

PICCHIO A. (1996). “The Analytical and Political Visibility of the Work of Social Reproduction”, UNDP, Human Development Report Background Papers. vol. 1  tradotto  in spagnolo in,  C. Carrasco, Mujeres y Economia, Barcelona, Icaria, 1999.

PICCHIO A. (1992). Social Reproduction: the Political Economy of the Labour Market CAMBRIDGE, Cambridge, Cambridge University Press, e.book 2012.

Articoli in italiano sono stati pubblicati nelle riviste “Politica Economica”, “Inchiesta”, “Fine Secolo”, “Quale Stato”, “il Manifesto”.

La Notte dei Filosofi 2020

Settembre 2, 2020 Posted by Eventi 0 thoughts on “La Notte dei Filosofi 2020”

DOMENICA 20 SETTEMBRE MASCHIO ANGIOINO NAPOLI

per la partecipazione è richiesto di compilare un modulo da richiedere all’indirizzo info@filosofiafuorilemura.it

La Notte dei Filosofi porta i sogni, si percorre fra spirali d’immagini che seminano strisce di pensieri. La notte porta consiglio, bisogna saperla ascoltare, come la voce interiore. Sono poi tante le voci come porte di volti che immettono in molte vie. Così la Notte dei Filosofi è un cammino fra immagini, pensieri, discorsi, racconti.

Quest’anno la Notte dei Filosofi è sulla memoria, com’è il tempo vissuto, trascorso e “sentimentato”. Arriva perciò all’amore che vacilla sotto le volte della memoria come storia per ritrovarsi come desiderio e nostalgia della vita. La memoria risuona, non è un archivio di dati, è uno strumento che ricorda e si scorda. Bisogna avere una memoria buona per dimenticare senza smettere di ricordare il presente della vita.

Comincia presto, la Notte si prepara nel giorno. Già dal giorno prima si troverà il cammino delle immagini in esposizione. Sono le fotografie d’arte di Maurizio Esposito, Chiara Arturo, Valentina De Rosa, Fulvio Ambrosio, che indicano la memoria dei luoghi e delle stanze interiori.

Alle 18:00 ciascuno/a prenderà posto nel cortile del Castello dove si terrà l’incontro dedicato agli effetti della pandemia sulla vita delle donne fra lavoro di cura e smart working, in condizioni che hanno rovistato la memoria interiore segnando un passaggio di relazioni di genere tutt’altro che scontato. Ne parleranno con Simona Marino, Antonella Picchio e Linda Laura Sabbadini.

Alle 20:00 ci sarà il dialogo fra Lorenzo Fazio, editore di Chiare Lettere e Giuseppe Ferraro autore del libro “la memoria dell’amore”, che sarà presentato come una stazione del cammino della Notte dei Filosofi.

Alle 21:00 il mito di Atteone, narrato con accompagnamento musicale dell’arpa di Zena Rotundi e del violoncello del maestro Luca Signorini. Lukas Lucariello leggerà le preghiere ad Artemide e Giuseppe Ferraro leggerà dalle metamorfosi di Ovidio e dalle pagine degli “Eroici Furori” di Giordano Bruno. Il mito di Atteone racconta della inviolabilità della nuda vita che fa presto a riprendersi come propria l’esistenza di chi troppo le si avvicina spingendo lo sguardo oltre i pensieri. Una metafora diventa allora una metamorfosi, riti di passaggio racchiusi in quel “meta” che le rimanda l’una all’altra, dalla vita alla morte e dalla morte alla vita, secondo quella bellissima espressione di Hölderlin che diceva come la vita è la morte e la morte è ancora vita. Si può dire così del dolore e dell’amore, perché l’amore è dolore e dolore è ancora amore. Giordano Bruno lo racconta con “furore” interpretando a suo modo il mito.

La memoria dell’amore, che è senza date e senza dati, come un orologio senza lancette che segna l’istante dentro e fuori del tempo, presente e assente, fragile come ogni istante è fra un passato e futuro. È l’atteso, come ciò che si attende, si aspetta e se ne ha cura. Attendere all’amore, attendere alla memoria, è aver cura di questo tempo adesso, dell’istante che aspetta solo da noi di fermarsi nella sua bellezza, come davanti ad ogni Faust che attende a un mondo che custodisca la vita e mai l’offenda. La memoria è la stanza dei sentimenti, è lo strumento in cui risuonano le note dell’esistenza che si accorda con la vita. Bisogna non scordarsi, come accade a ogni strumento che non si accordi al “la” di nota che viene da chi è “là” a chiedere amore. La memoria dell’amore è dimenticare senza scordarsi mai. Non essere ossessionati dal risentimento ma liberare il sentimento, non restare alla rivendicazione e alla vendetta, ma ritornare a quel prima che non è stato e che aspetta da noi di segnare il cammino di un tempo che fin qui non abbiamo avuto. Ritorneremo alla vita di prima? è questa la domanda che si sente ripetere con l’epidemia della peste polmonare di questo tempo. La risposta deve cedere il passo alla responsabilità di un prima che fin qui non è stato. La memoria dell’amore è la stessa del desiderio, è il ricordo di quel che non si è vissuto e che sentiamo dentro come la vita che bussa all’esistenza e lo reclama al mondo. Ognuno è il desiderio di un altro, ed esiste di questo desiderio. Ognuno è significante del desiderio della vita. Che è propria e impropria. Fragile come l’amore è fragile, come ogni istante che attende il bene per fermarsi e restare nella sua bellezza. Bisogna mettere la vita al mondo e dare mondo alla vita è questo il tempo della memoria dell’amore.

Marina di Camerota / Villaggio Villamarina / 3 al 6 settembre 2015

Luglio 25, 2015 Posted by Eventi 0 thoughts on “Marina di Camerota / Villaggio Villamarina / 3 al 6 settembre 2015”

Marina di Camerota è ritrovarsi, come ogni anno a conclusione del percorso di «filosofia fuori le mura». Il fine è sempre quello: una città che si fa scuola. La filosofia ha questo compito, scritto nella sua denominazione: è il sapere che saggia i legami più importanti, quello che si ha più caro, sarà l’amore o l’amicizia, che sono da imparare ogni volta, come imparare a vivere. L’eterno ritorno è ogni nuovo incontro. Così è la città che si fa scuola, una comunità sociale per una società comune. La felicità è perciò politica, riguarda ognuno che è dei molti che stanno insieme. Felice è perciò il mondo che ha vita e la vita che trova mondo. Camerota è una comunità che si dà nel suo disciogliersi. Un dialogo corale. Un cerchio di voci che si partecipano nella risonanza delle parole che si fanno note per una melodia aperta al respiro del mare e al calore rosso della terra nel verde degli alberi che ci circondano con la gioia di vivere.

Quest’anno il cammino è iniziato con i corsi tenuti da febbraio a maggio e concluso con «La Notte dei Filosofi». Sarà ancora il “corpo” a fare da riferimento alle assemblee di voci, ai cerchi concentrici dei gruppi che si dissemineranno lungo il percorso. Sarà il corpo a scuola, dei bambini, dei reclusi, della città, del teatro, dell’immagine, della voce, dell’altro, il proprio, l’improprio, deportato, sarà il corpo dell’Europa.

Ci sono cose che non si possono insegnare, ma che si devono imparare, sono le cose vere, quelle che si fanno proprie e riflettono il proprio stile di vita insieme. Il mondo non cambia a poco a poco, ma a uno a uno, in un incontro costante che dice dell’eterno ritorno della vita. «Filosofia fuori le mura» è un confronto costante sulla città perché ogni piazza, ogni largo diventi aula aperta sulla fabbrica del mondo, sulla la vita di ogni giorno, i legami e le separazioni, su ciò che manca in quello che c’è perché sia veramente quel che è, perché la città sia veramente com’è nel desiderio di viverla insieme. C’è un ordine dell’escluso che non si misura nelle regole dominanti, perché non è ciò che viene imposto, ma come quel che impone risponde. È l’ordine che viene da fuori, non scritto, fatto di voci, è l’ordine dell’escluso, dell’amore vero, del mondo insieme, della vita che viene al mondo, bussa alle periferie della città, batte sui binari delle regole, reclama relazioni che non hanno tempo per attendere, vogliono attenzione.

gf

Ci ritroveremo al Villaggio Villamarina di Camerota dal pomeriggio del 3 alla mattina del 6 settembre, in giornate intense di esercizi e di studio, serate di immagini, musica e voci di esperienze. La gita in barca concluderà il viaggio di giorni che lasciano tracce interiori per una politica dell’intimità.

Con Giuseppe Ferraro Simona Marino Fulvio Ambrosio Filippo Silvestri Carmen Vicinanza Peppino Mazzotta Anna Serio Luigi De Magistris Franco Lorenzoni Marina Rippa Silvia Bevilacqua Pier Paolo Casarin Lukas Lukariello Daniela Loures Falanga Porpora Marcasciano Giuseppe Fonseca Marisa Albanese Marco Restucci Lia Polcari Giovanna Callegari Francesco V Ferraro Alfonso Gentile Francesco Di Maio Ilaria D’Atri …

Email:     info@filosofiafuorilemura.it          tel/mob: 3319459945

banner notte filosofi

La Notte dei Filosofi

Maggio 31, 2015 Posted by Eventi 0 thoughts on “La Notte dei Filosofi”
giuseppe-ferraro
intervista a Giuseppe Ferraro by Ilaria Nebulosi

NAPOLI – Questa sera a Napoli, in Piazza San Domenico Maggiore, si terrà la “Notte dei Filosofi”, una manifestazione che rientra nel Maggio dei Monumenti, incentrata su una tematica mai trattata prima d’ora: la filosofia. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Filosofia fuori le mura”, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, e mira a diffondere la filosofia proprio oltre ‘le mura’ accademiche.

L’associazione promuove iniziative filosofiche soprattutto tra i banchi di scuola e dietro le sbarre delle carceri, per coinvolgere i cittadini nella riflessione sull’esistenza, la ragione delle proprie azioni e scelte, e per incrementare la pratica di questa bellissima disciplina, della quale spesso non si coglie la vera essenza: trovare un legame tra l’uomo, la vita e il mondo. Al riguardo, abbiamo rivolto qualche domanda al Professor Giuseppe Ferraro, componente dell’Associazione.

Professore ci spiega il significato della filosofia oggi?

«Il sapere saggiante il legame più importante, quello che rende tale ogni altro come suo significante. L’amante che dice a chi ama: “sei tutta la mia vita”, rende il significato dell’altro come ragione del legame tra la vita e l’esistenza. L’altro, l’altra, è chi riempie di vita la mia esistenza. La libertà è fatta da legami. Nessuno è libero da solo. La propria libertà si misura dalla qualità dei propri legami, ci sono di quelli che imprigionano e di quelli che liberano. Anche la libertà di una Paese si misura dalla qualità dei legami sociali. Stare in filosofia oggi significa coprire di senso lo spazio pubblico dei legami sociali e dare stile ai propri legami personali. La filosofia è l’esercizio di una disciplina di relazioni. Filosofia è in ogni professione, in ogni luogo, quando si reclamano legami di libertà. La filosofia nella sua pratica è etica».

Come nasce l’idea della “Notte dei filosofi”?

«L’idea viene dal pensare a una manifestazione di filosofia a Napoli che non imiti forme e progetti culturali già presenti altrove in Italia. La Notte dei Filosofi non sarà come un festival di filosofia, in cui ognuno conferisce il suo sapere a chi ascoltando conserverà il proprio, ma attraverso la personificazione delle idee, la manifestazione si presenta come il percorso di un esercizio dell’impossibile, come desiderio che libera ogni possibilità al grado suo più alto».

Questa sera infatti, alle ore 20:00, un’esibizione musicale aprirà il viaggio nella filosofia che percorrerà la Via di San Domenico fino al Complesso Monumentale dove, ad accogliere i partecipanti, troveranno la musica e la città personificate. L’incontro, basato sull’antica tradizione della personificazione delle Idee, che risale a Socrate, sarà un vera e proprio iter filosofico in cui ogni voce, durante il cammino, parlerà direttamente al pubblico: si incontreranno il Tempo, la Giustizia, la Fotografia, il Corpo, la Politica e altri ancora, per ‘riflettere’ su loro stessi, sulla storia personale e sul loro stato attuale. Alla fine, nel Convento si incontrerà la Filosofia, che ‘parlerà’ delle sue vicende gioiose e tristi, della storia, dell’esistenza e del mondo. Il viaggio confluirà in un’assemblea filosofica, in cui tutte le Idee si riuniranno nella Sala del Capitolo in un connubio di saperi che s’intreccerà con le voci dei partecipanti.

«La Notte dei Filosofi nasce dall’idea che», continua il Professore Ferraro, «IL SAPERE È UN POSSESSO SENZA PROPRIETÀ, VA RESTITUITO A CHI LO HA AVUTO, PERDUTO O MAI AVUTO, ARRICCHENDO NEL CONFRONTO CHI LO POSSIEDE. IL SAPERE E’ COME L’AMORE, UN POSSESSO SENZA PROPRIETA’: VA DATO. L’idea è quella di una Città che si fa scuola e non che imputi alla scuola i suoi danni, ma che sia essa stessa scuola dei legami sociali».

Ci saranno altri incontri come questo in futuro?

«La manifestazione del 30 maggio è una prova generale, una demo, per una manifestazione che avrà un sua periodizzazione annuale con una dimensione di tempo e spazio più estesa alla città».

Il senso del filosofare?

«È vedere quel che manca in quel che c’è, perché ciò che c’è sia veramente quel che è, detto altrimenti, SIGNIFICA VEDERE QUEL CHE MANCA ALLA PROPRIA CITTÀ PERCHÉ SIA VERAMENTE LA CITTÀ CHE È, O ANCORA, SIGNIFICA VEDERE QUEL CHE MANCA ALLE NOSTRE RELAZIONI DI AMORE E DI AMICIZIA PERCHÉ SIANO VERO AMORE E AMICIZIA VERA. “Filosofia fuori le mura” tiene corsi aperti alla città perché, SE LA FILOSOFIA SIA MAI STATA FIN QUI UN PRIVILEGIO, È IL MOMENTO, QUESTO, CHE SIA UN DIRITTO PER OGNUNO DI CHIEDERE E DARE SENSO ALLA PROPRIA ESISTENZA.»

All’incontro di questa sera interverranno il Professor Giuseppe Ferraro, il filosofo Aldo Masullo, il musicista Marco Zurzolo, gli attori Marisa Albanese, Antonello Ardituro, Angela Balzano, Lello Esposito, Luciano Ferrara, Lukas Lucariello, Silvio Talamo e Isa Danieli, che presteranno il loro volto a questi ruoli, accompagnati da una suggestiva scenografia. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti gli appassionati di filosofia.

La Notte dei Filosofi

Maggio 31, 2015 Posted by Eventi 0 thoughts on “La Notte dei Filosofi”
Giuseppe FerraroGiuseppe Ferraro

Questa sera a Napoli la “Notte dei filosofi”, intervista a Giuseppe Ferraro

NAPOLI – Questa sera a Napoli, in Piazza San Domenico Maggiore, si terrà la “Notte dei Filosofi”, una manifestazione che rientra nel Maggio dei Monumenti, incentrata su una tematica mai trattata prima d’ora: la filosofia. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Filosofia fuori le mura”, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, e mira a diffondere la filosofia proprio oltre ‘le mura’ accademiche.

L’associazione promuove iniziative filosofiche soprattutto tra i banchi di scuola e dietro le sbarre delle carceri, per coinvolgere i cittadini nella riflessione sull’esistenza, la ragione delle proprie azioni e scelte, e per incrementare la pratica di questa bellissima disciplina, della quale spesso non si coglie la vera essenza: trovare un legame tra l’uomo, la vita e il mondo. Al riguardo, abbiamo rivolto qualche domanda al Professor Giuseppe Ferraro, componente dell’Associazione.

Professore ci spiega il significato della filosofia oggi?

«Il sapere saggiante il legame più importante, quello che rende tale ogni altro come suo significante. L’amante che dice a chi ama: “sei tutta la mia vita”, rende il significato dell’altro come ragione del legame tra la vita e l’esistenza. L’altro, l’altra, è chi riempie di vita la mia esistenza. La libertà è fatta da legami. Nessuno è libero da solo. La propria libertà si misura dalla qualità dei propri legami, ci sono di quelli che imprigionano e di quelli che liberano. Anche la libertà di una Paese si misura dalla qualità dei legami sociali. Stare in filosofia oggi significa coprire di senso lo spazio pubblico dei legami sociali e dare stile ai propri legami personali. La filosofia è l’esercizio di una disciplina di relazioni. Filosofia è in ogni professione, in ogni luogo, quando si reclamano legami di libertà. La filosofia nella sua pratica è etica».

Come nasce l’idea della “Notte dei filosofi”?

«L’idea viene dal pensare a una manifestazione di filosofia a Napoli che non imiti forme e progetti culturali già presenti altrove in Italia. La Notte dei Filosofi non sarà come un festival di filosofia, in cui ognuno conferisce il suo sapere a chi ascoltando conserverà il proprio, ma attraverso la personificazione delle idee, la manifestazione si presenta come il percorso di un esercizio dell’impossibile, come desiderio che libera ogni possibilità al grado suo più alto».

Questa sera infatti, alle ore 20:00, un’esibizione musicale aprirà il viaggio nella filosofia che percorrerà la Via di San Domenico fino al Complesso Monumentale dove, ad accogliere i partecipanti, troveranno la musica e la città personificate. L’incontro, basato sull’antica tradizione della personificazione delle Idee, che risale a Socrate, sarà un vera e proprio iter filosofico in cui ogni voce, durante il cammino, parlerà direttamente al pubblico: si incontreranno il Tempo, la Giustizia, la Fotografia, il Corpo, la Politica e altri ancora, per ‘riflettere’ su loro stessi, sulla storia personale e sul loro stato attuale. Alla fine, nel Convento si incontrerà la Filosofia, che ‘parlerà’ delle sue vicende gioiose e tristi, della storia, dell’esistenza e del mondo. Il viaggio confluirà in un’assemblea filosofica, in cui tutte le Idee si riuniranno nella Sala del Capitolo in un connubio di saperi che s’intreccerà con le voci dei partecipanti.

«La Notte dei Filosofi nasce dall’idea che», continua il Professore Ferraro, «IL SAPERE È UN POSSESSO SENZA PROPRIETÀ, VA RESTITUITO A CHI LO HA AVUTO, PERDUTO O MAI AVUTO, ARRICCHENDO NEL CONFRONTO CHI LO POSSIEDE. IL SAPERE E’ COME L’AMORE, UN POSSESSO SENZA PROPRIETA’: VA DATO. L’idea è quella di una Città che si fa scuola e non che imputi alla scuola i suoi danni, ma che sia essa stessa scuola dei legami sociali».

Ci saranno altri incontri come questo in futuro?

«La manifestazione del 30 maggio è una prova generale, una demo, per una manifestazione che avrà un sua periodizzazione annuale con una dimensione di tempo e spazio più estesa alla città».

Il senso del filosofare?

«È vedere quel che manca in quel che c’è, perché ciò che c’è sia veramente quel che è, detto altrimenti, SIGNIFICA VEDERE QUEL CHE MANCA ALLA PROPRIA CITTÀ PERCHÉ SIA VERAMENTE LA CITTÀ CHE È, O ANCORA, SIGNIFICA VEDERE QUEL CHE MANCA ALLE NOSTRE RELAZIONI DI AMORE E DI AMICIZIA PERCHÉ SIANO VERO AMORE E AMICIZIA VERA. “Filosofia fuori le mura” tiene corsi aperti alla città perché, SE LA FILOSOFIA SIA MAI STATA FIN QUI UN PRIVILEGIO, È IL MOMENTO, QUESTO, CHE SIA UN DIRITTO PER OGNUNO DI CHIEDERE E DARE SENSO ALLA PROPRIA ESISTENZA.»

All’incontro di questa sera interverranno il Professor Giuseppe Ferraro, il filosofo Aldo Masullo, il musicista Marco Zurzolo, gli attori Marisa Albanese, Antonello Ardituro, Angela Balzano, Lello Esposito, Luciano Ferrara, Lukas Lucariello, Silvio Talamo e Isa Danieli, che presteranno il loro volto a questi ruoli, accompagnati da una suggestiva scenografia. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti gli appassionati di filosofia.

La Notte dei Filosofi

Maggio 24, 2015 Posted by Eventi 0 thoughts on “La Notte dei Filosofi”

locandina jpeg

Complesso Monumentale San Domenico Maggiore / Napoli 30 Maggio 2015

Se una sera di maggio, a San Domenico, lungo la via del Decumano Maggiore incontrerai un banditore d’Idee, è là che comincia La Notte dei Filosofi. Il 30 maggio entrerai nel Complesso Monumentale di San Domenico e incontrai la Filosofia, ti parlerà di Sé, della sua gioia e delle sue traversie, della storia e del tempo, dei luoghi, dei confini, del mondo e della vita.

Ti guiderà fino alla porta della Giustizia che va incontro al Tempo.

Sarai condotto dalla piazza lungo la via San Domenico per arrivare al Cortile del Complesso Monumentale. Là troverai la Musica e la Città in persona, che ti dirà del suo stato, delle sue meraviglie e delle sue condizioni.

Di là vicino entrerai nella Biblioteca di San Tommaso e ascolterai il Tempo, la sua voce, la sua passione.

Ti si aprirà a seguire il varco del Chiostro e tra i suoi portici sentirai parlare la Voce.

Rivolgerai lo sguardo alla magnifica scala che porta al Complesso monumentale. Troverai le voci del Corpo Postumano.

T’inoltrerai lungo il corridoio delle celle domenicane, incontrerai la Fotografia, che ti racconterà le sue immagini, vedrai l’Arte e il suo studio nell’istante lasciato.

Sarai infine portato nella Sala del Cenacolo, dove la Filosofia ti parlerà di una risoluzione. Si aprirà in quella Sala il Consiglio di Notturno, quello che il filosofo dei Dialoghi indicò come l’organo preposto a prendere le decisioni per il Bene Comune della Città. Sarà un’assemblea di filosofia, una riunione di tutte le voci incontrate in quel momento.

La Notte dei Filosofi la prima manifestazione di filosofia della Città. Non sarà come un festival in cui ognuno conferisce il suo sapere a chi ascoltando conserverà il proprio. Sarà com’è nella tradizione letteraria più antica, ognuna delle personalità che s’incontreranno lungo il cammino “impersonerà” un’idea. Una personificazione e non una rappresentazione. Chi sa di Politica non parlerà allora “di” o “su” la politica, ma farà parlare la Politica, così sarà per la Giustizia, per il Tempo, per la Città, per la Fotografia, per la Filosofia, per il Corpo, per gli Spiriti. Il richiamo è alla personificazione delle Leggi di Socrate o della Psicoanalisi di Freud o della Pace di Erasmo da Rotterdam, come tante altre volte le Idee ci hanno parlato facendoci ascoltare ciò che è necessario perché l’impossibile sia possibile e l’ideale sia reale. La manifestazione è a cura della Scuola di Filosofia Fuori Le Mura e si presenta come il percorso di un esercizio dell’impossibile come desiderio che libera ogni possibilità al grado suo più alto.

A impersonare le Idee saranno personalità della cultura della Città, che già sono espressione con la loro testimonianza d’impegno civile: Marisa Albanese, Antonello Ardituro, Angela Balzano, Lello Esposito, Luciano Ferrara, Pino Ferraro, Lukas Lucariello, Silvio Talamo, Marco Zurzolo, Isa Danieli, Aldo Masullo.

L’evento si avvarrà di una scenografia e di un allestimento del percorso, insieme all’accompagnamento musicale di orchestranti e di attori teatrali. L’ingresso è libero.

I tempi previsti del percorso

20:00 la musica in piazza San Domenico

20:30 inizia il corteo che risale la via di San Domenico

21:00 arrivo all’ingresso del Convento con lettura del Manifesto di Filosofia

21:05 intervento di Marco Zurzolo al sassofono

21:30 Isa Daniele impersona la Città

21:45 Aldo Masullo nella Biblioteca di San Tommaso

22:00 la Giustizia con Antonello Ardituro nel Chiostro

22:15 Silvio Talamo impersona la Voce di Nietzsche

22:30 sulle scale inter vento del Corpo Postumano con Angela Balzano

22:45 Marisa Albanese intervento d’Arte

23:00 Luciano Ferrara impersona l’immagine

23:15 Lukas Lucariello scrive il disegno

23:30 Pino Ferraro e il Legame della filosofi

23;45 Assemblea di filosofia nella Sala del Capitolo

Mercoledì 6 maggio ore 18:00 / Feltrinelli / piazza dei Martiri

Aprile 29, 2015 Posted by Eventi 0 thoughts on “Mercoledì 6 maggio ore 18:00 / Feltrinelli / piazza dei Martiri”

6 maggio

lunedì 27 aprile, piazza San Domenico Maggiore, ore 21:00 — Erri de Luca / La Parola

Aprile 25, 2015 Posted by Eventi 0 thoughts on “lunedì 27 aprile, piazza San Domenico Maggiore, ore 21:00 — Erri de Luca / La Parola”

Il 27 aprile a San Domenico Maggiore, lunedì, il giorno d’inizio della settimana, quello del ciclo di lavoro, il giorno della quotidianità, non di festa. Era anche il giorno della busta paga per chi aveva un lavoro ed era un giorno di conflitto, si cercava di capire come continuare. Lunedì è il giorno della scuola che non finisce mai e della settimana che aspetta di finire o di cominciare per chi ci si mette d’impegno per cambiare. Lunedì 27 aprile in piazza San Domenico Maggiore, alle 21:00, un’ora non facile. Siamo in piazza con Erri de Luca, non al chiuso di una biblioteca o di un istituto o di una sede. All’aperto. Si comincia. L’impegno è della città che si fa scuola. Portare la parola della cultura all’aperto perché non resti chiusa o reclusa tra le mura. Il sapere è un possesso senza proprietà, va restituito a chi lo ha perduto o non lo ha avuto o non ne porta il sapore. È l’impegno di Filosofia Fuori Le Mura, perché il sapere non sia potere di proprietà. In piazza, dove abitualmente si tengono i discorsi elettorali o le fiere di mercato. In piazza per aprire. Per avere parola e non discorsi che speculano sulla realtà con letture che soddisfano il bisogno di avere una coscienza smarrita.

Il 27 aprile in piazza San Domenico Maggiore è la “prima” di anticipazione del La Notte dei Filosofi che si terrà il 30 Maggio. In questa città è mese simbolico di cambiamenti, di conquista e dell’inizio della Stagione. Il mese delle rose, del canto e dell’incanto. La Notte dei Filosofi non sarà una copia di festival di filosofia, dove si alternano conferenze che lasciano il sapere che si ha. Con La Notte dei Filosofi è la Città che si fa risonanza delle voci simboliche della Politica, della Giustizia, della Filosofia, del Tempo, del Corpo, degli Spiriti, voci impersonate dalle personalità più prestigiose di cui abbia vanto. La notte del 30 maggio attraverseremo il Complesso Monumentale di San Domenico, espressione del sapere e del confine culturale della Città, incontrando e dialogando insieme con le persone che fanno la cultura e l’arted ella Città, perché il Maggio dei Monumenti sia anche far risuonare le voci dentro memoria che libera.

Semmai la filosofia sia stata un privilegio è il momento che diventi un diritto, quello per ognuno di potersi chiedere del senso del proprio esistere e vivere, delle proprie scelte e azioni. Sarà come il diritto di un privilegio necessario.Filosofia Fuori Le Mura intende avanzare il diritto di un tale privilegio, espressione di un bisogno che sale di qualità nella sua realizzazione a misura del desiderio.

Nessuno è libero da solo, la libertà è fatta di legami. Il grado di libertà di ognuno si misura dalla qualità dei propri legami. Vale anche per un paese, per una città, la sua libertà si misura dalla qualità dei legami sociali, la sua legalità è ancora fatta di legami, prima ancora che giuridica, la legalità è affettiva e si dà di educazione ai sentimenti. Liberare il desiderio della città è fare della libertà la qualità dei legami sociali.

L’azione della filosofia non è quella di una pratica che si perde nell’esercizio solitario. La pratica della filosofia è vedere quel che manca in quello che c’è, perché ciò che sia veramente quello che è: vedere quello che manca alla nostra città perché sia veramente la nostra città. Vedere quel che manca alla nostra vita perché sia vera.

È una pratica che impegna in una politica senza dichiarazioni di promesse. È la pratica di una politica dell’intimità, dell’insieme. È l’ordine, l’ingiunzione, che viene dall’escluso, dai confini interni della città. La guerra è interna, è sociale, è civile, senza divise, perché le divisioni stanno dentro e si confondono. I confini della città non sono indicati da segnalazioni stradali. Sono confini interni. I confini di una città sono confini di voci. Una città arriva fin dove la voce ha parola, quando si perde in un grido o resta attonita, la città finisce. L’“ordine dell’escluso” viene dalla voce che non trova parola. Si è liberi quando si ha ascolto. Chi non ha ascolto non è libero. Bisogna parlare ascoltando, bisogna esprime una parola capace di ascoltare perché chi la sente possa ascoltare dentro di sé la risposta necessaria alla liberazione del desiderio di vivere.

Il 27 aprile, in piazza San Domenico Maggiore, alle ore 21:00, nel primo giorno di quotidianità, “feriale” e non di festa, Erri fa parlare la PAROLA. Ci dice della pratica di una parola che ascolta perché si possa sentire dentro liberare la voce del desiderio di vivere. La parola carica la voce per darle suono, aprirne il ritmo, farne respiro, risonanza di altre che s’incamminano in un dialogo corale, in cerchi senza confini che si allargano in onde sonore, che non finiscono e s’incontrano lungo uno spazio che diventa infinito a mano a mano, a voce a voce.

Stiamo vivendo una guerra senza divise, una guerra sociale disseminata di rione in rione, quartiere e quartiere, nessuna terra è più lontana, stiamo tutti sullo stesso salvagente nello spazio dell’universo, siamo sulla stessa imbarcazione, migranti per non si sa dove, migranti per restare, per arrivare fin qui dove siamo e come non stiamo, perché il mondo sia come non è. A comandare le linee di espulsione che chiamiamo di emigrazione, a pagare il biglietto della morte sono gli stessi che fanno deserto delle terre. Il mare non ha confini di qua e di là, ma sotto e sopra, superficie e profondità, il confine è di due elementi dell’acqua e dell’aria, insieme danno vita, quando uno esclude l’altro dà morte.

La Parola non può tacere. Chi sa parlare deve fare nomi e dare voce. La cultura non si può recludere. Né è più tempo d’intellettuali organici chiusi nelle sezioni a fare analisi politiche. La Parola deve dare voce in strada. La città è da farsi scuola. La filosofia deve invadere la città. Contro l’evasione scolastica ci sta solo l’“invasione scolastica” della città. Il sapere è un possesso senza proprietà va restituito apertamente.

Il 27 aprile in piazza San Domenico maggiore alle ore 21:00 inizia l’impegno di una città scuola, di una filosofia fuori le mura, di un’invasione della città per una cultura di sapere, inizia con il Maggio dei Monumenti, lungo il percorso definito dall’Assessorato alla Cultura.

Erri de Luca La Parola

martedì 21 Aprile 2015

Aprile 17, 2015 Posted by Eventi 0 thoughts on “martedì 21 Aprile 2015”

Senza titolo 5