La Notte dei Filosofi 2017

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Inizia così La Notte dei filosofi, quest’anno al giro dell’autunno. SABATO 11 NOVEMBRE. Comincia con “LA CITTA’ IN FILOSOFIA”, che fa da cammino degli interventi. Quest’anno sarà più agevole e confortevole. Saremo ospitati al Maschio Angioino che è la fortezza della Città, la sua postazione di difesa, ricordando Platone che voleva i filosofi guardiani della Polis. E i filosofi furono governatori di città come si racconta di Pitagora e Parmenide. Erano saggi, sapienti a prendere parola sul bene comune. La filosofia ha mantenuto il richiamo al saggio e alla sapienza che è diventato un’aspirazione quando la città ha cominciato a perdere la comunità a favore della società. Filosofo, si può dire, era chi stava dalla parte, filo, della sapienza, sofia. Era perciò una presa di posizione contro i saperi di competenza che andavano affermandosi e contrastandosi disperdendo la comunità.

I filosofi hanno allora cominciato a costruire un luogo che non c’è, ma che esiste. L’utopia non è in nessun luogo, perché è la città interiore. Così la pratica della filosofia è stata, ed è, sempre più quella di vedere quel che manca in quel che c’è perché ciò che c’è sia veramente quel che è. Non è un giro di parole, lo si capisce quando le stesse parole si ripetono dando un soggetto, per dire imparare a vedere quel che manca al nostro perché sia vero amore. La filosofia allora diventa politica quando la sua pratica si dispiega nel vedere quel che manca alla mia città perché sia veramente quella che è. Bellissima. Il bello è naturale, è divino, il bene invece umano, perché il bello si preservi bisogna averne cura. Il bene non si fa, il bene si dà, dando tutto se stessi. E dare tutto se stessi è essere se stessi, il governo degli altri si misura dal governo di sé. Platone così pensava che il politico dovesse governare la città come si governa la propria anima al bello e al vero e al bene.

La verità non è una cosa, è una relazione. La verità è una relazione di desiderio e non è separabile dalla nostalgia. Il desiderio è come il ricordo di quel che non è stato vissuto, se ne ha memoria, viene da dentro ed è sconosciuto. Il desiderio è lo stesso della nostalgia, tradendo l’apprensione e la passione di un presente che non vorremmo così com’è, né vogliamo vederlo perdersi, smarrirsi. Il desiderio porta il sapore della nostalgia.

Quando si dice che la verità nell’espressione greca di Aletheia indica quel che si dà e che si nasconde, si ripete che è una relazione di desiderio, che si nasconde e si manifesta. Anche quando si prova a diventare veramente se stessi si dice del proprio desiderio di essere quel che si è e diventarlo. E di una politica del desiderio ha bisogno della città, perché sia governata interiormente, da dentro, nell’animo. Nell’intimità.

La filosofia porta scritto nel suo nome composta di “filia” e “sofia” il “sapere saggiante il legame più importante”. È un compito, una presa di posizione e una cura per ciò che suscita il proprio amore. Un nome è come la porta di accesso a ciò che nomina, ne indica la legge, il nomos. La filosofia è il nome del sapere saggiare i legami, averli cari.

La mia Città ha nel nome la legge del suo ingresso, è la città nuova più antica, quasi che quel “nuovo”, l’Angioino diceva “Castel Nuovo”, richiami a un’origine. E sempre l’origine è l’invenzione che il presente fa di se stesso per trasformarsi in una nuova storia.

Sarà questa allora la narrazione del cammino della Notte dei filosofi al Maschio Angioino. La filosofia è il sapere saggiante i legami più importanti, governare è fare della città la scuola dei legami sociali.

La Notte di filosofi inaugura l’anno dei percorsi di FilosofiaFuoriLeMura, che partiranno la prossima settimana già lunedì con l’«Educazione ai Sentimenti» e a seguire con il corso dedicato al “Il Potere e il Piacere”, la «Scuola Politica della Città» e, come sempre, alla formazione per “bambini in filosofia” e “filosofia in carcere”. (gf)