Camerota 15 – 16 – 17 Settembre

Locandina Camerota 2017

MANIFESTO DI CAMEROTA

Il corpo è nell’anima come la terra è nel cielo. L’anima dà senso ad ogni altro senso, li tiene insieme come il cielo dà colore al mare e ai monti in lontananza. Fin qui si è proceduto a formare la coscienza, lasciando l’educazione senz’anima. È il momento questo di stabilire un legame atteso tra la coscienza e l’anima come tra la società e la comunità o tra lo scambio e il dono. La coscienza stabilisce un’unità di misura universale. I filosofi l’hanno chiamata per questo “coscienza del gregge”. L’anima invece è propria e comune. Come la vita che ci appartiene e alla quale apparteniamo. L’anima è propria e impropria come la vita.

Lo scarto sempre più evidente tra comunità e società, riflette quello più rischioso tra civiltà e cultura. La società senza comunità degrada ad interesse associativo. La comunità senza società cade nel cerchio chiuso dell’etnia. Il prevalere di una sola unità nel programma di sviluppo economico, lascia finire nel macero dell’inutile le più autentiche risorse di cultura e confessione.

I luoghi sono le persone che li abitano. I diritti dei luoghi sono i doveri di chi li abita e vive. Una comunità si rapporta al territorio del corpo proprio che è il primo ambiente da coltivare, difendere e fiorire. C’è un rimando necessario tra benessere e felicità, lo stesso che lega società e comunità, la coscienza e l’anima.

Anche la democrazia come forma di governo sociale deve legare la ragione e il sentimento. La coscienza di un paese non si può ridurre all’Unità come sola misura: deve avere nell’Unione l’espressione di partecipazione della molteplicità dei luoghi e dei volti di quanti lo abitano e vivono.

La democrazia segue sempre a una dittatura ed è pronta a prestarle il varco quando degenera in spettacolo di voci irridenti. La democrazia in Europa si è costituita in contrasto agli Stati Nazionalistici totalitari. La democrazia è la fine della guerra, la fine della dittatura. Prima di quegli anni l’Europa aveva conosciuto monarchie, repubbliche, assolutismo e costituzionalismo. La democrazia venuta dalla fine delle dittature in Europa ha significato avere più voci di partito contro quella di un solo uomo e partito. La democrazia in Italia è stata come la territorializzazione del discorso delle idee, ogni partito esprimeva un’ideologia, rappresentativa di soggetti sociali di classe.

La globalizzazione ha portato l’economia fuori dalla politica dei governi degli Stati Nazionali, ridotti ad amministratori delegati di un’azienda che riguarda un potere sovrano che non rappresenta luoghi e persone.

La Democrazia che voglia ritrovare il senso e l’anima della sua origine deve poter ritrovare il governo delle autonomie se vuole essere espressione dell’autonomia del governo dell’unione di un paese, senza disuguaglianze e separatismi.

I confini delle città sono confini interiori, anche l’azioni di guerra hanno nel terrore l’arma per colpire i confini interiori. Una città, un paese, arriva fin dove la voce ha parola, quando si spegne in un grido o resta attonita, la città e il paese finisce, ovunque una regione è martoriata, ovunque una persona è offesa e umiliata dalla misera, ovunque l’inclusione è reclusione, ovunque la coscienza è senz’anima.

A Camerota proveremo a capire del senso e dell’anima, di ciò che dà senso ad ogni nostro gesto. L’anima è la voce come il senso è il suono. Dar suono e senso al nostro stare insieme e fare di ciò che riguarda l’anima nella molteplicità delle sue passioni l’arte della comunità sociale in una società comune. (gf)